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CREATIVITA
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Creatività di gruppo e manuali della creativittà

a cura di Daniele Brambilla

 

 

E' stata esaminata nelle pagine precedenti un'idea di "palestra creativa"; di un luogo cioè nel quale si interviene insegnando nuove strategie cognitive, quindi ad utilizzare strumenti cognitivi e metacognitivi, a destrutturare le proprie ritualità e abitudini al fine di accrescere la capacità creativa degli individui: la manualistica sulla creatività descrive un ampio ventaglio di tecniche ed espedienti che possono essere utilizzate a tal fine.
Questi manuali possono essere suddivisi secondo lo scopo generale e l'utenza per i quali sono stati ideati in almeno due differenti generi:
- Il primo si rivolge in modo particolare a quegli individui che fanno parte del management o quadri aziendali "il cui successo è sempre più determinato dalla capacità di reinventare le strutture, i prodotti-servizi, i modi di produrre e di vendere in presa diretta con l'evolvere degli stili di consumo e di acquisto dei clienti"[1]; un pubblico quindi per il quale il cambiamento viene asservito alla duplice possibilità di successo individuale o di gruppo attraverso la creazione di determinati prodotti.
- Il secondo genere di manuali si rivolge invece a individui il cui scopo risiede soprattutto nell'acquisire strumenti attraverso i quali reinventarsi e migliorare la propria qualità della vita, quindi un cambiamento finalizzato ad una crescita psicologica e spirituale. Questo secondo gruppo gode di una letteratura molto ampia e differenziata, che si muove da una certa ortodossia accademica fino ad un genere di ricerche le quali prendono le mosse dai più svariati contesti culturali.
Questa suddivisione risulta peraltro inadeguata per altri manuali che si caratterizzano per una posizione informativa del panorama teorico e tecnico sulla creatività.
In questa manualistica le tecniche e gli espedienti pedagogici sono chiaramente suddivisi e ripartiti in schieramenti caratterizzati soprattutto dallo scopo e dall'utenza per i quali gli stessi manuali sono stati concepiti.

 


 

[1]Tronci E., Prefazione a: ISSO, Imparare la creatività, Franco Angeli, Milano, 1994, p. 9.

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